Cristina Giotto ospite di ARS electronica Garden Lugano

Cristina Giotto ospite di ARS electronica Garden Lugano

CRISTINA GIOTTO – Cristina Giotto è stata ospite di ARS electronica Garden Lugano, un festival ibrido con concerti, installazioni, e conferenze sul tema “A new Digital Deal”. Cristina è intervenuta ad un talk dal titolo: “Tecnologia, spazzatura e sostenibilità”, nel quale quattro ospiti sono intervenuti parlando di quello che è l’impatto ambientale dei nostri dispositivi e dell’impatto sociale del digital divide. Di seguito sono state riportate le parole di Cristina Giotto.

Cristina Giotto descrive i lavori di Ated e l’impegno con i giovani

“Noi di Ated siamo un’associazione indipendente aperta a tutte le persone, aziende, organizzazioni e scuole interessate alle tecnologie dell’informazione e comunicazione. Durante il periodo iniziale della pandemia noi ci siamo attivati subito e abbiamo aperto un portale: “solidarietà digitale”. Dobbiamo essere onesti e dire che abbiamo copiato l’idea. Sì perché mi piace affermare che noi non inventiamo mai l’acqua calda magari la riscaldiamo cercando di dare il nostro valore aggiunto. Però spesso e volentieri, anche in ottica di risparmio, quando ci sono dei progetti, quando ci sono dei software, quando c’è già una buona base si parte a costruire da questo e ci permette di ottimizzare il tempo, l’energia e quant’altro.

Inoltre siamo riusciti anche a dare vita alla prima assemblea generale online che sembrava quasi una cosa non possibile. Da allora la nostra associazione che quest’anno compie 50 anni è diventata una sorta di laboratorio. Sperimentiamo per poi dopo mettere a disposizione quello che abbiamo imparato. Lo stiamo facendo, da quasi 9 anni, soprattutto coi ragazzi,  con Ated for Kids. Per noi è importante rendere i ragazzi utilizzatori attivi della rete, quindi anche critici, responsabili, coscienti di dove vanno, quello che fanno e del fatto che quando si è online sei potenzialmente visibile al mondo. Ci sono indubbiamente dei pericoli e questa è una cosa che fa la nostra associazione.”

Vicino a tutti per imparare ad usare device digitali

Cristina Giotto: “La nostra associazione ha affrontato molto bene la distanza imposta dal lockdown. Fin da subito ci siamo messi a disposizione della popolazione, delle persone. Questo grazie ai nostri ragazzi, i nostri ragazzi ideate for kids e ai mentor junior che si sono attivati ad aiutare i nonni e le persone che avevano bisogno. Hanno cercato di insegnare loro ad usare i device. Abbiamo fatto tanto in questo senso e abbiamo avuto un ritorno veramente molto grande. È stato veramente molto bello.”

Cristina Giotto spiega come Ated ha contribuito a combattere il divario digitale generazionale

“Noi come Ated spendiamo la tecnologia al servizio delle persone in un’ottica proprio pulita bella per migliorare la vita. Prima avevamo una sezione in cui erano proprio  gli over che insegnavano agli altri over. Invece ora abbiamo i ragazzi di Ated for Kids che nove anni fa hanno cominciato a lavorare con noi. In questi anni hanno appreso sia le le competenze ma soprattutto anche la passione per questo mondo che comunque è molto bello. Adesso questi ragazzi a loro volta hanno deciso di diventare di mentor e quindi abbiamo casi anche di ragazzini di 10 anni che insegnano a quelli di 6 e questa è una cosa bellissima.  Questo incontro tra di loro e l’incontro tra le generazioni ora in azienda è veramente fondamentale.

In questo momento epocale è necessario dare fiducia ai giovani, che non sanno solo pigiare un bottone, ma è veramente tanta roba. Sono ragazzi di valore che forse è vero magari si esprimono molto di più con la tecnologia ma sanno veramente fare, e fare bene. Devono avere un’opportunità per lavorare in aziende dove possano portare un valore incredibile, un know-how veramente grande. Questo  confronto-scontro tra generazioni può essere un valore aggiunto. Io veramente mi auguro che le aziende diano fiducia ai ragazzi e che possano veramente portare una ventata di innovazione e di competenze.”

Cosa fate per fare detox digitale?

“Noi come Ated  spendiamo la tecnologia al servizio delle persone in un’ottica proprio pulita bella per migliorare la vita. Prima avevamo una sezione in cui erano proprio  gli over che insegnavano agli altri over. Invece ora abbiamo i ragazzi di Ated for Kids che nove anni fa hanno cominciato a lavorare con noi. In questi anni hanno appreso sia le le competenze ma soprattutto anche la passione per questo mondo che comunque è molto bello. Adesso questi ragazzi a loro volta hanno deciso di diventare di mentor e quindi abbiamo casi anche di ragazzini di 10 anni che insegnano a quelli di 6 e questa è una cosa bellissima.  Questo

Cristina Giotto: “Una volta mi è successo di andare in un hotel e mettermi a leggere. Per avere più tempo per me stessa ho deciso di staccare il telefono. È stata una tragedia. Della serie che hanno chiamato i sommozzatori la rega. Anche perché io non ho pensato di comunicare questa cosa. Quindi se spegnete il telefono, e solitamente siete sempre online, comunicate bene la vostra intenzione perché per la mia famiglia è stata una tragedia.

Adesso sorrido ma io ho anche dormito. Penso che di notte le vibrazioni di tutti quelli che mi stavano cercando mi arrivavano perché mi sono alzata da cinque del mattino credo – non so se l’ho fatto davvero – guardo dalla finestra e secondo me c’era la macchina di qualcuno dei miei parenti. Accendo il telefono, messaggi: “Si però adesso rispondi”: “No però se è un problema diccelo”. Quindi da allora spengo il telefono di notte ma di giorno sono sempre online”.

 

Per vedere l’intero talk e ascoltare anche l’intervento degli altri ospiti, clicca qui. 

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